Mondiali basket 2019 - Italia, Tessitori "Ho fatto un viaggio incredibile"

11.09.2019 09:31 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Mondiali basket 2019 - Italia, Tessitori "Ho fatto un viaggio incredibile"

Una nota lieta della spedizione azzurra alla FIBA World Cup 2019 la porta Amedeo Tessitori, che da giocatore di Treviso in serie A2 (vinta), si è ritrovato a giocare in Cina tra le stelle del basket mondiale. I tratti della sua esperienza li ha raccontati al Gazzettino di Treviso, per la firma di Loris Drudi.

Oltre. Nemmeno per sbaglio, è andata molto oltre le aspettative. Ho iniziato sapendo di avere poche chance di entrare tra i 12, ma ho mantenuto i piedi per terra, ho dato tutto, e poi ogni volta che c'era una scrematura, vedevo che il mio nome rimaneva dentro...

Certezza. Solo al momento dell'annuncio dei 12, due giorni prima del debutto. Non prima, nemmeno dopo la buona prova in amichevole contro la Francia, perché non mi volevo illudere con il rischio di rimanerci male. Quando ho saputo di essere ai Mondiali, l'emozione è stata enorme.

Tanti ricordi. E' stato un viaggio incredibile, perché ogni giorno sono stato a contatto con giocatori di Nba o Eurolega: ero un bambino nel negozio di caramelle. Io sentivo di aver vinto già dopo il primo giorno a Pinzolo, facendo colazione con Danilo Gallinari.

Grandi giocatori. La lista è lunga, penso ai serbi come Bogdanovic o i lunghi, Marjanovic e Jokic. A loro rendevo rispettivamente quasi 20 e 10 cm e una ventina di chili, è dura marcarli. Poi Antetokunmpo: è un alieno, in Italia non abbiamo mai visto nulla del genere. Con i suoi standard fisici, con le regole Nba è immarcabile e infatti è stato l'mvp, con quelle Fiba puoi 'gestirlo'. Ma anche noi non scherziamo: Gallinari ha confermato di essere immarcabile, Belinelli è stratosferico, Datome gioca con una pulizia tecnica formidabile.

Crescita personale. A livello mentale e di concentrazione sono cresciuto, giocare in una Nazionale, dove ci sono tanti giocatori di livello, ti costringe a contribuire appena entri in campo, non puoi 'aspettare'. E la riprova della crescita l'ho avuta gestendo meglio i falli con il passare del tempo.